domenica 26 febbraio 2012

Bufala: maggior azionista di Beretta Holding è IOR, la Banca Vaticana


Da qualche giorno un post sta facendo il giro del Web e di Facebook e coinvolge il Vaticano e la fabbrica di armi Pietro Beretta. Nel messaggio viene spiegato che la fabbrica italiana nota nel mondo è controllata dal gruppo Beretta Holding SpA e che il maggior azionista del gruppo Beretta Holding SpA, dopo Ugo Gussalli Beretta, sarebbe l'Istituto per le Opere di Religione (IOR), creato nel 1942 da papa Pio XII e con sede nella Città del Vaticano, comunemente conosciuta come la "Banca Vaticana".

Il post recita testualmente: "Forse pochi sanno che la FABBRICA D'ARMI PIETRO BERETTA ( tra le più grandi industrie di armi al mondo) S.p.A. è controllata dal gruppo Beretta Holding SpA e il maggior azionista del gruppo Beretta Holding SpA dopo Ugo Gussalli Beretta, è lo IOR (L'Istituto per le Opere di Religione [comunemente conosciuto come Banca Vaticana]) è un istituto privato, creato nel 1942 da papa Pio XII e con sede nella Città del Vaticano. Nella foto un vescovo che prova le sue.. azioni."

In realtà, come spiega UCCR: "...la foto non è stata scattata nella fabbrica Beretta e nemmeno in Italia, i personaggi della stessa sono russi, tranne il cardinale Józef Glemp che, in un suo ultimo viaggio dipomatico in Russia, era stato inviato in una caserma militare per far visita pastorale alla minoranza religiosa di soldati cattolici [...] Per l'occasione gli è stato messo in mano questo fucile per una semplice foto bizzarra. L’arma che impugna inoltre, non è una Beretta, bensì il nuovo fucile Dragunov SVD."

A questo proposito, Luisa Achino, ha diffuso un comunicato ufficiale a nome della fabbrica Pietro Beretta in cui "...la società smentisce nella maniera più ferma che IOR o società ad esso riconducibili siano parte della compagine degli azionisti della società stessa o di società da essa controllate. Beretta Holding, che controlla un gruppo di imprese principalmente attivo nel settore dello sport, caccia e tempo libero, è un’azienda di proprietà famigliare da 15 generazioni". Infine, lo IOR è erroneamente considerato la banca centrale della Santa Sede, compito invece svolto dall'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).


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