lunedì 28 gennaio 2013

Bufala: seguito convenzione Berner vietato copiare contenuto profilo


Continua a girare senza sosta su Facebook ed in varie forme (con data che viene modificata in base al giorno di diffusione) il post sul "metodo" presunto per proteggere le proprie informazioni personali sul social network, quali commenti, testi, articoli, foto, video, fumetti, ecc. Nel messaggio si legge testualmente:

"Da oggi 24 gennaio dell' anno 2013 essendo io in perfetto stato di intendere e di volere e in qualità di titolare di questo account in Facebook, dichiaro, alle parti interessate e in particolare all'amministratore della società Facebook, che i miei diritti d'autore sono collegati a tutte le mie informazioni personali, commenti, testi, articoli, illustrazioni, fumetti, quadri, foto e video professionali, etc.. (a... seguito della convenzione Berner). Per uso commerciale degli articoli sopra menzionati, il mio consenso scritto sarà sempre necessario. A partire da questa affermazione, pertanto, è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o eseguire qualsiasi altra azione contro di me basata su questo profilo o il suo contenuto. La proibizione si estende anche ai dipendenti, studenti, agenti o membri di qualsiasi squadra, sotto la direzione o il controllo o la tutela di Facebook. L'intero contenuto di questo profilo e ciascuna sua parte è da considerarsi informazione privata e riservata. La violazione della mia privacy è soggetta alle sanzioni previste dalla legge (UCC 1-308 - 1 308 1-103 e lo statuto di Roma), in Brasile dal codice di protezione e tutela del consumatore (legge 8.078/90) e in Argentina dalla legge 26.388 del CCP. 

Nota: Facebook ora è un ente pubblico. Tutti i membri sono incoraggiati a pubblicare una nota come questa; è anche possibile copiare e incollare questa versione. Se non la si pubblica almeno una volta, tacitamente si permette l'utilizzo di elementi quali foto e informazioni varie contenute nel proprio profilo e gli aggiornamenti di stato


La bufala è ampiamente spiegata in questo articolo ed una variante con la citazione della Polizia Postale in quest'altro. Nell'ultima versione viene citata la "convenzione di Berner" cioè Berner Übereinkunft  (Convenzione di Berna in italiano), che non c'entra nulla con i contenuti dei profili ma "stabilisce il riconoscimento reciproco del diritto d'autore tra le nazioni aderenti", la legge LEI N. 8.078 sulla protezione dei consumatori brasiliani e la legge LEI 26.388 del codice penale argentino. Inoltre, è stata aggiunta una nota dove si spiega che bisogna pubblicare il post almeno una volta, altrimenti si permette "tacitamente l'utilizzo di elementi contenuti nel proprio profilo". Cioè una frase che serve soltanto a spingere ulteriormente la condividere del post.

mercoledì 23 gennaio 2013

Bufala: offese Pagina Facebook Mario Monti rischio condanna penale


Dopo lo sbarco di Mario Monti su Facebook con una Pagina uffciale, sono arrivati i primi messaggi di critica, insulti e dissenso da parte di molti utenti, i quali accusano il professore Mario Monti di avere "ridotto gli italiani in miseria". Per questo motivo il senatore Mario Monti, "o chi per lui", avrebbe sentito la necessità di scrivere una nota per avvisare gli utenti che lasciano critiche più "pesanti" di essere passibili di denuncia penale. Nel post si legge testualmente:

«Avviso per tutti gli utenti iscritti: Mario Monti non perdona: le offese sulla sua Pagina Facebook, rischiano la condanna penale. Da alcuni giorni Mario Monti è approdato su Facebook. Ha scelto il Social Network “Facebook”, per diffondere e condividere la sua campagna elettorale. Dopo pochi minuti dal suo arrivo su Facebook, sono arrivati i primi messaggi di critica, insulti, dissenso da parte di molti utenti, i quali accusano il Prof. Mario Monti di avere ridotto gli italiani in miseria. Un conto è fare delle proposte, un altro è insultare. Ricordiamo, laddove ce ne fosse bisogno, che le offese in questo social network come in qualsiasi luogo pubblico sono passibili di condanna penale"...»


I messaggi erano stati postati a questo LINK su Facebook, adesso rimosso. In realtà, come possiamo evincere  dalla copia cache di Google del post che troviamo QUI, la Pagina non è quella ufficiale di Mario Monti, bensì una pagina fan come, peraltro, spiegano gli stessi amministratori della stessa Pagina in questo POST. In effetti, sulla TIMELINE della pagina ufficiale di Mario Monti non troviamo alcuna traccia del post segnalato da diversi siti Web e pagine Facebook.

venerdì 18 gennaio 2013

Bufala: ieri il Senato ha approvato il disegno di legge fondo parlamentari


Da qualche settimana continua a girare su Facebook e sul Web un post corredato da foto (o semplicemente una foto) dove si dice che il senato della repubblica avrebbe approvato il disegno di legge di un senatore che prevede la nascita del fondo per i "parlamentari in crisi" creato in vista dell'imminente fine legislatura. In particolare si legge testualmente nel post (in maiuscolo o minuscolo a seconda dei casi):

domenica 13 gennaio 2013

Bufala: attenzione ai negozi cinesi, donna trovata in stato di incoscienza


Una foto corredata da un testo allarmante sta facendo il giro delle bacheche di Facebook. Nell'immagine sono visibili una carabiniere e degli agenti di polizia municipale all'interno di un opificio verosimilmente cinese. Nel post si racconta che una donna in visita ad un negozio cinese perchè attirata dai prezzi bassi, sarebbe stata narcotizzata e successivamente trovata dai carabinieri con i capelli rasati in stato di incoscienza. Il tutto motivato da un presunto traffico di organi e riciclaggio. Nel testo si legge:

martedì 8 gennaio 2013

Elezioni politiche: Misseri candidato per i pensionati, ma è una bufala


Michele Misseri candidato nelle liste del partito dei pensionati italiani, ma lui smentisce. Un comunicato con il numero di una agenzia di onoranze funebri. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio in una nota dall'ufficio elettorale del partito dei pensionati italiani, che aveva annunciato la candidatura al Parlamento per le prossime elezioni politiche di Michele Misseri nella lista civica per la circoscrizione XXI, Puglia. 

Come scrive TMNews, nel comunicato si precisava anche che i carichi pendenti sul certificato penale del contadino, accusato della soppressione del cadavere della nipote Sarah Scazzi, risultano 'nulli' e gli consentono quindi la candidatura alle politiche. Anche alcune pagine Facebook hanno riportato la notizia (senza successivamente pubblicare la smentita).


"La candidatura è possibile - si leggeva nel comunicato - perché il regolamento del ministero degli Interni impone, al fine della ammissione nelle liste, che tutti i candidati presentino un certificato di iscrizione nelle liste del Comune di appartenenze, un certificato di godimento dei diritti politici ed un certificato penale. Ebbene dal certificato penale del Sig. Michele Misseri rilasciato qualche giorno fa risulta 'nulla'". 

"Il noto procedimento penale che ha in corso risulta sui carichi pendenti della Procura ma tale documento non è richiesto per la candidatura e non rileva per la stessa". Il contadino di Avetrana ha però già smentito l'iniziativa, probabile azione di qualche buontempone. Contattato telefonicamente da Tgcom24, Misseri ha dichiarato: 

"E' una buffonata, non ne so niente. Non sono mai stato avvicinato da nessuno. Forse farò una denuncia perché ancora non si sa proprio nulla. Ormai scrivono di tutto, quindi forse è una provocazione. La cosa più importante per me è il processo, la politica non la seguo". Prontamente, subito dopo la notizia i creativi di Quink hanno lanciato un manifesto per la sua campagna elettorale.

mercoledì 2 gennaio 2013

Bufala/ incredibile nuova funzione Facebook: metti Mi Piace, commenta 1


Da quando Facebook ha introdotto i post sponsorizzati per le Pagine sono in tanti ad utilizzare questo strumento per promuovere i propri post. Assieme però alla pubblicizzazione di prodotti utili, qualche furbetto utilizza tale funzionalità per promuovere bufale. Uno degli ultimi post che sta continuando a raccogliere centinaia di Like e condivisioni promette una nuova funzionalità di Facebook. Nel post si legge testualmente:

«ODDIO CHE FIGOOOOOO

Incredibile nuova funzione di facebook
1] metti mi piace
2] commenta scrivendo "1"
...ora guarda cosa succede alla foto!»


Ovviamente non succederà nulla, in compenso avrete contribuito a diffondere una bufala su Facebook (e la pagina). Dato che il social network non effettua un controllo preliminare, prima di cliccare "Like" e condividere, nonostante leggete "sponsorizzate" o "all'amico piace xxyy" verificate la bontà del post. Nel caso aveste effettuato le operazioni descritte potete rimuovere il vostro Like e commento per non contribuire alla diffusione.
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