lunedì 18 febbraio 2013

Bufala: Grecia crollata sotto peso debiti ma in Italia nessuno ne parla


Da qualche giorno continuano a girare sul Web e su Facebook una serie di post "apocalittici" sulla Grecia, nei quali si dice che il Paese sarebbe "crollato definitivamente sotto il peso dei debiti con la BCE" e che nessuno dei media italiani ne parla perché l'attenzione sarebbe rivolta alle imminenti elezioni politiche (e relativa campagna elettorale) e, soprattutto, alle recenti dimissioni di Benedetto XVI. Inoltre, starebbero assaltando i supermercati del Paese perché la gente "affamata" e incendiando i negozi della capitale Atene. Insomma, un Paese in piena "guerra civile", dove verrebbe distribuito anche cibo gratuito. In particolare si legge nella prima parte dei post (la più interessante):

venerdì 15 febbraio 2013

Bufala: spiccato mandato di arresto internazionale per Joseph Ratzinger



La notizia delle dimissioni anticipate di Papa Benedetto XVI ha fatto il giro del mondo, suscitando fra i governi e la stampa internazionale reazioni di rispetto, rammarico e di comprensibile sorpresa, dato che la decisione è stata inaspettata (sebbene si vociferasse già da qualche tempo). Sulle dimissioni del Papa si dice di tutto: stanchezza, salute, divisioni nella Chiesa, banca IOR. Inoltre, in molti si chiedono sul Web che fine farà l'account che Ratzinger ha aperto su Twitter.

domenica 10 febbraio 2013

Bufala: questa è una storia vera per favore leggetela, papà mi fa male



E' tornata in auge in queste ore su Facebook una storia di presunta violenza domestica, corredata in alcuni casi da una foto. Nei post un bambino di tre anni scrive che "vuole essere più buono e anche più bello", in modo che la madre potrà abbracciarlo almeno una volta. Scrive ancora di essere sempre sgridato dal padre e di essere "rinchiuso tutto il giorno per punizione". Nei post  (con errori) si legge testualmente:  «PAPA'....MI FA MALE!! Questa è una storia vera perfavore leggetela :'( Io mi chiamo Kris, ho tre anni, i miei occhi sono gonfi: non posso vedere. Devo essere stupido, cattivo, cos altro può essere perchè mio papà sia così arrabbiato!»

sabato 9 febbraio 2013

Auto blu parcheggiata nel posto riservato ai disabili? Facciamo chiarezza


Da qualche mese gira su Facebook e sul Web una foto nella quale si vede una presunta auto blu con tanto di targa in bella mostra, parcheggiata nel posto riservato ai disabili, all'interno del parcheggio chiuso di un   centro commerciale. La foto ha fatto la prima comparsa su Facebook il 26 novembre 2012. Due giorni dopo, il 28 novembre, un'altra pagina ha aggiunto che la vettura è stata parcheggiata presso un negozio Ikea di Roma.

L'auto è stata posteggiata con il lampeggiante e su Facebook si legge: "Serve aggiungere altro?". La stessa immagine è stata poi ricondivisa il 1° dicembre 2012 da un'altra pagina, con l'aggiunta della didascalia: "Lascio volutamente ben visibile la targa di questa 'Auto Blu', in modo da risalire ai responsabili, i quali sono temporaneamente proprietari, in quanto queste autovetture vengono date in dotazione ad alte cariche dello stato...".


Qualcuno ha ipotizzato un ritocco con photoshop. Introducendo i dati dell'auto sul sito dell'Agenzia delle Entrate, questa risulta per "uso proprio". Il Giornale d'Italia scrive che sarebbe stato l'autista del senatore Esteban Caselli, ad "usare l'auto all'insaputa dello stesso senatore", come da lui stesso dichiarato. Paoblog riporta che l'auto in questione "è intestata ad un 70enne nato in argentina" e proprio il senatore è nato a Buenos Aires.

Per quanto riguarda il dispositivo lampeggiante, l'articolo 177 del codice della strada disciplina l'uso dei lampeggianti blu e, dato che risulta spento, "non è usato in maniera scorretta". Maurizio Carpino (giornalista a Il Sole 24 Ore) ha confermato che "esiste poi un elenco di auto private 'autorizzate' a portare il lampeggiante". A questa pagina del Governo sono disponibili i dati comunicati da ciascun ente pubblico sul parco di autovetture.

venerdì 8 febbraio 2013

Video automobilista poco pratico bloccato in vicolo Cardito: è un fake


"Un automobilista alla guida di un'utilitaria si incastra in un vicolo a Cardito, provincia di Napoli. Nell'ordine arrivano: altre auto, un gruppo di motociclisti e una processione. Tutti bloccati fino all'arrivo della polizia municipale. Sembra quasi uno spot ma potrebbe essere addirittura uno scherzo ben congegnato".  Il quotidiano Repubblica.it aveva presentato così il video dell'ingorgo creato da una Fiat 500 e diventato in poco tempo "virale" in  Rete.

Video scioccante su Facebook di bambino maltrattato? E' una bufala


Su Facebook da qualche giorno si sta diffondendo un presunto video nel quale si vede una donna intenta a  muovere un neonato in vari modi all'apparenza brutali. Qualcuno ha pensato si trattasse di un trucco (ad esempio un bambolotto), altri invece hanno richiesto l'intervento della Polizia Postale e del team di Facebook per la sua rimozione, come l'Associazione Meter di Don Fortunato di Noto.

Una volta verificato che si tratta di abuso di minore, verrà richiesto l'intervento della procura. Il video è stato dapprima condiviso da una pagina "Manuela Gomez" e poi ripreso da altre pagine su Facebook con commenti del tipo: "È difficile vederlo fino alla fine. Questi 'genitori' sono dei criminali. Si può solo sperare che, con la sua diffusione, questo video arrivi al più presto in mano alla giustizia".



E' indispensabile riconoscere che il video al primo impatto appare crudele e violento e, come accade sempre in questi casi, scatena sul social network subito l'indignazione degli utenti che si premurano a condividere. In realtà non è proprio così come qualcuno ha voluto far credere. Si tratta, infatti, di un metodo discutibile ma certamente non promosso da malvagità e violenza.

Come riporta CBS News si tratta di una pratica denominata "yoga per neonati" o, più semplicemente "baby yoga". Già nel 2011, Lena Fokina aveva "scioccato" il mondo con un video in cui muoveva il suo bambino di appena due settimane. Non è certo che lo yoga per bambini porti benefici, alcuni temono che i bambini possano soffrire di sindrome del bambino scosso (SBS) o altri disturbi.

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