venerdì 29 marzo 2013

Monaca fantasma su campanile: sembra miracolo ma è effetto ottico


Da diverse settimane ogni sera apparirebbe la sagoma di una suora sul campanile della chiesa Madonna della Mercede nel quartiere Capo, a Palermo. E' "una suora fantasma", con le mani giunte in preghiera, che attira centinaia di fedeli e curiosi, in "religioso pellegrinaggio". Molti i commenti per strada e le condivisioni su Facebook. Il fenomeno, che sembra un'apparizione mistica, ha portato nel popolare quartiere anche tanti giornalisti.




Le immagini, riportate anche su YouTube, mostrano la sagoma di una monaca in preghiera, ma allargando i fotogrammi si nota che l'illusione ottica è data da alcune pareti scrostate, travi e campane. Dalla curia sono cauti e preferiscono al momento non pronunciarsi. Molti nell'apparizione vedono Santa Rita da Cascia, mentre per i più scettici è soltanto di un effetto ottico, generato da un gioco di luci ed ombre, come descritto nel video di seguito.



Via: Adnkronos

sabato 16 marzo 2013

Papa Francesco allontana Law? Lombardi: ricostruzioni giornalistiche


Lo aveva preannunciato dal loggione centrale di San Pietro: "Domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma". Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è andato a pregare alla basilica venerdì mattina dalle otto alle otto e mezza, come primo atto del Pontificato. Ai domenicani che lì svolgono funzione di penitenzieri ha raccomandato la misericordia.

lunedì 11 marzo 2013

Bufala: 225 milioni evasi da L'Espresso, la notizia censurata dai media


Una notizia alquanto "clamorosa" sta facendo in queste ore (nuovamente) il giro del Web. Nei post (copi/incollati) si parla di una multa pari a 225 milioni di euro inflitta dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma all'ingegnere Carlo De Bedetti, proprietario del Gruppo Editoriale L'Espresso, in merito ad accertamenti tributari emessi dalla Agenzia delle Entrate per fatti risalenti all'esercizio 1991. Negli articoli in Rete si legge:

mercoledì 6 marzo 2013

Bufala: aste e lotterie centinaia prodotti Apple e Samsung su Facebook


In queste ore sono sorte su Facebook numerose pagine che promettono la vincita di diversi prodotti Apple o Samsung, come smartphone e tablet. Per poter partecipare alle presunte lotterie o alle aste online bisogna effettuare dei "semplici" passaggi, descritti nei post con foto e corredati, in alcuni casi, anche da link che rimandano a pagine esterne di negozi online. I "fortunati" vincitori sarebbero poi informati attraverso messaggio privato. In particolare leggiamo:

"Il 7 Marzo partità l'asta dell'Ipad, chi vuole partecipare si prenoti! Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare! 

Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto e alla pagina 
Passo 2. Condividi questa foto. 
Passo 3. Commento colore nero / bianco I fortunati vincitori saranno selezionati entro il 15 Marzo. 

Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono partecipare. I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di Prodotti Apple Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna."


Ed ancora:

"Abbiamo ricevuto 40 Samsung Galaxy S3 che non possono essere venduti perché non sono sigillati. Per questo motivo, stiamo facendo una lotteria su questa pagina! Tutto quello che dovete fare è completare i semplici passi qui sotto per partecipare! 

Fase 1. Metti "Mi piace" alla foto e alla pagina 
Passo 2. Condividi questa foto. 
Passo 3. Commento colore nero / bianco I fortunati vincitori saranno selezionati entro l'8 Marzo. Solo le persone che hanno completato tutte le fasi possono PARTECIPARE. 
I vincitori saranno annunciati alla nostra fan page di @Prodotti Xxxxxx Gratuiti o in messaggio privato in modo da assicurarsi che ci segui su Facebook. Buona fortuna."


Si tratta di sistemi già visti in passato, con i quali venivano messi in palio Samsung S3 e Apple iPhone, sempre su Facebook. In realtà non è possibile per verificare le operazioni effettuate dall'utente (in base alle sue impostazioni sulla privacy). Inoltre, l'admin di una pagina Facebook non può contattare il suo iscritto, ma può rispondere soltanto ad un messaggio inviato dall'utente. In mancanza di riferimenti aziendali e delle autorizzazioni ministeriali obbligatorie, sono da considerarsi delle bufale o, peggio, delle truffe.
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