sabato 27 aprile 2013

Papa Francesco, eucarestia a divorziati risposati? Smentita Vaticano


Negli ultimi giorni ha cominciato a fare il giro del Web una notizia che riguarda Papa Bergoglio e l'eucarestia per le  coppie divorziate. Negli articoli online si spiega che il pontefice avrebbe incaricato il "ministro vaticano per la famiglia" di elaborare un documento per "agevolare la pratica cristiana" a chi è divorziato. L'ipotesi: "decidere caso per caso ma rendendo più facile l'annullamento delle prime nozze".

In particolare, si legge in un articolo di Repubblica e ripreso da Libero Quotidiano, che Papa Francesco "avrebbe incaricato monsignor Vincenzo Paglia, capo del ministero vaticano per la famiglia, di elaborare un documento a favore di tutti quei nuclei che hanno perso l'unità per divorzi o separazioni. A sollecitare Papa Francesco su questo annoso problema erano stati i vescovi durante l'udienza di sabato scorso" (20 aprile 2013 ndr).

In realtà "non è in preparazione nessun documento sulla comunione ai divorziati risposati". Lo scrive il Fatto Quotidiano, che riporta la smentita del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il dicastero vaticano guidato da monsignor Vincenzo Paglia. Sebbene non vi sia un riferimento esplicito,  in una nota vaticano si legge che "non c'è fondamento alcuno in merito alla notizia, diffusa da alcuni organi di stampa, che sia in preparazione un documento sulla comunione ai divorziati risposati".

Come riporta La Stampa, l'anno scorso Benedetto XVI a Milano ha parlato delle "sofferenze della persone  divorziate e risposate", ribadendo che "una persona separata o divorziata può fare la comunione. L'esclusione dall'eucaristia riguarda solo le persone separate o divorziate che hanno contratto un nuovo legame, che si sono risposate contraendo un matrimonio civile dopo aver celebrato un matrimonio religioso".

Giovanni Paolo II, nella lettera "Familiaris consortio" ha spiegato che il rifiuto dipende da due ragioni. La prima è rappresentata dalla oggettiva condizione in cui si trovano questi fedeli, che "non sono in grazia di Dio". La seconda, è invece di ordine "pastorale", perché se queste persone fossero ammesse alla comunione - spiegava Papa Wojtyla - ne deriverebbe una "confusione" per i fedeli, indotti a credere che la dottrina sull'indissolubilità del matrimonio sia cambiata.

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