sabato 30 novembre 2013

Fotografo Fabrizio Corona tenta suicidio in carcere, ma è una bufala


In cella con la bocca e il naso coperti di cerotti. Così sarebbe stato trovato Fabrizio Corona in carcere. A riportare la notizia è il settimanale "Oggi" che ha parlato di un possibile tentativo di suicidio da parte dell'ex fotografo dei vip. Corona sarebbe stato ricoverato nell'infermeria del carcere di Opera, Milano, dove si trova detenuto il 19 ottobre scorso. Il personale medico lo avrebbe soccorso estraendo i cerotti, medicando le ferite provocate dagli stessi e sedandolo. Secondo quello che avrebbero raccontato i familiari Corona soffrirebbe molto in carcere e non avrebbe ancora accettato la condizione in cui è costretto a stare. 

In realtà, è lo stesso Fabrizio Corona, tramite il fratello Federico ospite della trasmissione Iceberg in onda su Telelombardia, a smentire le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni circa un suo tentativo malriuscito di suicidio. "Non ho mai tentato il suicidio, mai mi è passato per la testa e la sera del 19 ottobre ero beato nel mio letto di acciaio con il materasso di spugna rotto. Nessuno mi ha mai scattato una fotografia, specie in un carcere duro e serio come questo". Anche i familiari e gli avvocati di Fabrizio Corona hanno smentito categoricamente la notizia del tentato suicidio pubblicata il 27 novembre scorso dal settimanale "Oggi".

Il fratello Federico ha chiesto una rettifica al periodico e scrive al direttore di Oggi: "Caro Brindani, ti devi vergognare per quello che hai scritto perché ho un figlio di 11 anni che va a scuola, dove i compagni e le maestre parlano e lui non ha colpe. Ha già sofferto troppo e non ne vuole sapere nulla di queste falsità. Ti devi vergognare perché ho una madre che soffre e piange da nove mesi, e non sta bene perché ha perso la persona che amava. Tutte le notti si alza e piange ed così fragile che potrebbe credere a una cazzata come quella che è stata riportata sul tuo giornale". I familiari minacciano azioni legali nei confronti dei responsabili della pubblicazione.

martedì 19 novembre 2013

Bufala: appartenenti a gruppo Rom autorizzati a furti fino a 200 euro


Una notizia alquanto inquietante che sta girando da qualche ora sul Web e su Facebook, spiega che la persona che dimostra l'appartenenza ad un gruppo Rom non sarà perseguibile per furti di beni materiali o denaro fino a duecento euro. Il Decreto legge 958/2013 sarebbe entrato in vigore con la pubblicazione dell'ultima Gazzetta Ufficiale e sarebbe stato richiesto dalla Commissione Consultiva dell'Integrazione al fine di salvaguardare le popolazioni nomadi, le quali sono rappresentate dal 1971 dall'Unione Rom Internazionale. In particolare si legge nei post: 

"L’individuo che dimostri con la buona fede di appartenere ad un gruppo Rom (etnico e nomade) non sarà passibile di nessuna pena relativa al reato di furto (art.624 c.p.) se il valore economico del bene o denaro sottratto è inferiore a € 200, in quanto l’unico sostentamento di determinate strutture sociali deriva esclusivamente e da generazioni da tali azioni. Il soggetto dovrà altresì dimostrare sul momento di non avere regolare residenza o fissa dimora in Italia. Il presente non vale per chi possiede la cittadinanza italiana da almeno 10 anni (...)".


Se ci colleghiamo al sito istituzionale della Gazzetta Ufficiale, non troviamo alcuna pubblicazione che riguarda questo presunto D.lgs. 958/2013. In realtà non è cambiato nulla, perché il dispositivo dell'articolo 624 del Codice di procedura penale per il reato contro il patrimonio è rimasto invariato.  Esiste invece una sentenza n. 958/2013 che comunque non ha nulla a che vedere con questa bufala. Inoltre, sul sito dell'Unione Rom Internazionale (IRU), il cui obiettivo dichiarato "è quello di rappresentare tutta la politica Rom nel mondo", non si trova alcuna traccia.

lunedì 18 novembre 2013

Musicista Tullio De Piscopo morto: ma è una bufala che gira sul Web


Domenica 17 novembre 2013 ha cominciato a circolare sul web la voce della morte di Tullio De Piscopo, storico musicista napoletano, ma si tratta d'una bufala. Come scrive Repubblica, la falsa notizia è iniziata a circolare intorno alle 22 di ieri, dopo il lancio del giornale online radioloveandmusic.com. Secondo l'articolo, intitolato "Tullio De Piscopo è morto !!", il musicista sarebbe deceduto sabato notte all'ospedale di Capri a causa di un infarto, inizialmente scambiato per una semplice infiammazione.

lunedì 4 novembre 2013

Bufala: ragazzina leccese rimane incinta a 11 anni, padre un 17enne


Un notizia pubblicata dapprima da un giornale locale e successivamente rilanciata dalla Rete non poteva che suscitare grande scalpore. Stiamo parlando della vicenda della ragazzina leccese di 11 anni incinta di un fidanzato 17enne. Accertata la gravidanza, la mamma della bambina  avrebbe chiesto alla dirigente della scuola in cui la figlia frequenta la prima media, di mantenere il massimo riserbo su quanto starebbe accadendo. In particolare si legge in alcuni articoli sul Web:

"A tradirla sono stati quei chili messi su in fretta e soprattutto quei vistosi arrotondamenti nel fisico, quasi inspiegabili per i genitori. Una visita ginecologica ha sciolto i dubbi: stato di gravidanza, al quinto mese. La protagonista è una ragazzina di appena 11 anni che vive in un paese dell'hinterland leccese e frequenta la prima media. Il papà del futuro neonato è il 'fidanzatino' della ragazzina, un 17enne del posto. Solo pochi mesi fa la undicenne aveva fatto la prima comunione..."

"La vicenda è venuta a galla per il clamore che sta suscitando nel Salento. La ragazzina, a quanto si è appreso, avrebbe cercato in tutti i modi di nascondere la gravidanza, ma i mutamenti nel fisico dopo aver superato il quinto mese non potevano continuare più ad essere un mistero. La mamma della ragazzina, che l’ha partorita anche lei giovanissima a 13 anni, si è rivolta alla dirigente scolastica per cercare di creare attorno alla figlia una cortina di protezione..."

In realtà, come scrive Repubblica "le forze dell'ordine hanno consentito di appurare che non c'è nessuna denuncia ufficiale della gravidanza che per l'età della ragazza sarebbe stata obbligatoria da parte dei medici. Anche la preside della scuola media frequentata dalla ragazza avrebbe riferito, contattata dai carabinieri, che non c'è nessuna gravidanza ma solo voci prive di fondamento". Gli stessi genitori della bambina avrebbero chiesto alla dirigente scolastica di aiutarli a smentire le maldicenze.

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