domenica 21 settembre 2014

Bufala: Rom rubano in casa per disagio sociale e non si può sparare


Secondo l'ultimo rapporto Istat sulla criminalità in Italia, le famiglie più a rischio per i furti in abitazione sono al nord. Per le rapine vale l'opposto: esse tendono a verificarsi più spesso al sud. Negli ultimi anni i furti in appartamento sono raddoppiati e, come mostrano gli esperti di Transcrime in un'inchiesta de L'Espresso, questo tipo di reati richiede un livello molto alto di competenza e preparazione. A tal proposito, gira sui social network una foto con testo in cui si parla di una presunta sentenza della Corte di Cassazione che riguarda i furti perpetrati dai Rom nelle case.

Secondo questa sentenza non sarebbe possibile "sparare ai Rom" che vengono a rubare nella propria abitazione. In particolare si legge nelle foto postate recentemente su Twitter e Facebook: "Non puoi sparare ai Rom che vengono a rubare a casa tua. La Cassazione ha stabilito che i Rom rubano per un fatto di disagio sociale e vanno compresi. Caro italiano fagli trovare un bigliettino con scritto: "SEI IL BENVENUTO!" CONDIVIDI E DIFFONDI". La notizia era stata diffusa sotto forma di status su Twitter già a settembre del 2013: "PER LA CASSAZIONE, I ROM NON SONO DEI LADRI E VANNO CAPITI.. RUBANO PER UNA QUESTIONE DI "DISAGIO SOCIALE"..SENZAPAROLE!"



La presunta sentenza è stata rilanciata anche dalla pagina Dimissioni e tutti a casa. Sebbene non venga indicata la Sezione Penale di competenza e il numero della sentenza con relativa data, effettuando una query di ricerca sul sito web della Cassazione, non si trova alcuna sentenza del genere e dunque si tratta dell'ennesima bufala che riguarda i Rom, come quella che li autorizzerebbe ad effettuare furti fino a 200 euro. In realtà, come recita l'art. 54 del Codice Penale, in generale "non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona (...)". 

"Il problema - sottolinea Legge per tutti - si pone nel caso in cui un ladro si intrufoli in un appartamento e qui venga minacciato dal padrone di casa con una pistola". La faccenda è stata risolta 8 anni fa, dopo l'approvazione in Senato nel 2005 alla modifica all'articolo 53 c.p. Secondo la legge 13 febbraio 2006, n. 59, nei casi  previsti  dall'articolo  614 "Violazione di domicilio", "la proporzione tra offesa e difesa deve considerarsi già presunta per legge se vi sono le seguenti condizioni: 1 - vi deve essere un pericolo di aggressione, 2 - l'intruso non deve accennare ad andarsene". Lo stesso vale per le persone di etnia Rom, altrimenti sarebbe declatoria di incostituzionalità.


1 commento:

  1. Secondo la sentenza che regola la mia causa di separazione, i ripetuti atti di aggressione commessi da mia moglie e dai suoi famigliari ai miei danni e a quelli di mia figlia, pur riconosciuti dallo stesso Tribunale, non costituirebbero "violenza" ma sono il "frutto di una differente mentalità" [in quanto mia moglie è straniera].

    E questa non è una bufala.

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