domenica 16 novembre 2014

Governo cancella obbligo citazione azienda produzione? Non proprio


Secondo diverse notizie diffuse in Rete, dal 14 dicembre prossimo il Governo avrebbe deciso di cancellare l'obbligo di indicare nell'etichetta dei prodotti alimentari la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento. Per etichettatura s'intende l'insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo.

In particolare gira un'immagine accompagnata dalla seguente didascalia: "Occhio alla spesa. Dal 14 dicembre cambia tutto. Mentre le forze dell'ordine si fanno in quattro per fermare le contraffazioni alimentari, il governo Renzi cosa fa? Cancella l'obbligo di citare lo stabilimento di produzione nell'etichetta. Il Ministero per lo sviluppo economico ha effettivamente espresso l’assenza di volontà rispetto al mantenimento dell’obbligo nazionale di citare la sede dello stabilimento (di produzione e/o confezionamento) sulle etichette dei prodotti alimentari venduti in Italia".


Come scrive La Repubblica, "il 13 dicembre entrerà in vigore la nuova etichetta europea, che si basa sul regolamento europeo 1169/11 (...) In Italia la legge 109/1992 prevede l'obbligo di indicare la sede dello stabilimento. Una volta entrato in vigore il nuovo regolamento europeo la legge 109 decadrà e tale indicazione potrà essere mantenuta solo a condizione che il governo italiano provveda alla notifica di questa norma alla Commissione europea". Dunque il Governo ha soltanto recepito una legge europea in cui il produttore non è obbligato ad indicare l'etichettatura origine".

Per di più, l'indicazione del lotto di produzione (che manca nel regolamento 1169/11) è stato recuperato dalla direttiva 2011/91 e verrà "reintrodotta nelle nostre etichette tramite il decreto della Presidenza del Consiglio di ministri (attualmente in bozza) che recepisce la direttiva europea. L'informazione sul lotto, e dunque la sicurezza alimentare, sono in salvo". Il ministero dello Sviluppo Economico (Mise), per voce del sottosegretario Claudio De Vincenti, ha spiegato "che al momento non c'è una legge per rendere obbligatoria l'indicazione della sede dello stabilimento".

Il  sottosegretario non ha comunque "escluso del tutto la possibilità di recuperare l'indicazione in etichetta dello stabilimento, ma ha spiegato che serve una legge". Inoltre, interpellato sulla questione dal Movimento Cinque Stelle, ha specificato "che per alcuni prodotti, come quelli di origine animale, trasformati e non, l'indicazione dello stabilimento di produzione è già prevista dalla disciplina comunitaria. Nello specifico, ai sensi del regolamento n.853/2004 il bollo sanitario o il marchio di identificazione, già recano la registrazione dello stabilimento di produzione".

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