domenica 20 dicembre 2015

Bufala: fermato terrorista a Fiumicino pronto a compiere un attacco


Dopo gli attacchi di Parigi è stata ulteriormente rafforzata la sicurezza in Italia per un'allerta attentati inviato ai servizi segreti. L'allarme attentati in Italia è scattato in seguito a una segnalazione dell'Fbi che indica come possibili obiettivi la basilica di San Pietro a Roma, il Duomo e il teatro alla Scala di Milano. E mentre Roma è in allerta massima per la minaccia di attentanti dell'Isis, un presunto terrorista sarebbe stato fermato all'aeroporto di Fiumicino. Ad intercettarlo sarebbero stati gli agenti della Polizia di Stato. L'uomo sarebbe arrivato nella Capitale per compiere un attacco durante il Giubileo.

Come si legge in un post con foto sulla pagina Facebook "COMUNISTI?!? DOVE?!? DOVE?!?": "Questa persona si chiama Aj-Whaabi ed è appena stato fermato all'aeroporto di Fiumicino mentre stava cercando di intrufolarsi al Giubileo per commettere un attentato. Condividi il volto di questo terrorista! 1 mi piace = 1 pugno". E nel commento alla foto della stessa pagina si legge: "COMPLIMENTI AL LAVORO SVOLTO DELLE NOSTRE FORZE DELL'ORDINE. CONDIVIDI QUESTO SCHIFOSO TERRORISTA AFFINCHE' TUTTI SAPPIANO CHI SIA! VERGOGNAAA!!! 1 condivisione = 1 pugno".


Come si legge nei comunicati della Questura di Roma, non esiste alcun terrorista con quel nome fermato presso lo scalo romano. "Aj-Whaabi" è il nome "storpiato" di Wahbi al-Hariri, un artista americano di origine siriana morto ad Aleppo nel 1994. In realtà, come riporta La Repubblica, l'uomo nella foto è il calciatore egiziano Mohamed Salah, ceduto dal Chelsea alla Roma. Il 25 giugno scorso, agenti della Questura di Sassari hanno arrestato all'aeroporto di Roma-Fiumicino, Siyar Khan, un cittadino pakistano di 36 anni, accusato di associazione con finalità di terrorismo, strage e immigrazione clandestina.

L'uomo avrebbe favorito la permanenza a Roma di un presunto kamikaze incaricato di eseguire un attentato anche a Piazza San Pietro. L'arresto, fa parte di una più vasta indagine condotta dalla Digos di Sassari nei confronti di un'associazione con finalità di terrorismo internazionale. Proprio in questi giorni, come riporta l'ANSA, si è aperto al palazzo di Giustizia di Sassari il processo agli 11 presunti terroristi arrestati ad aprile a Olbia e in altre parti d'Italia. La foto rientra nel cosiddetto fenomeno del "Click-baiting", ovvero quei post che hanno l'obiettivo di essere cliccati e condivisi per aumentare il "reach potenziale".


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