sabato 24 settembre 2016

Bufala: nuove regole vietano riprese che ledono dignità dei deputati


La Camera dei deputati avrebbe deciso che, a partire dal prossimo 10 ottobre, giornalisti e cineoperatori potranno accedere alla tribuna stampa solo se avranno sottoscritto le nuove norme di comportamento. Il nuovo codice di autodisciplina riguarderebbe videoriprese, riprese fotografiche e, perfino, registrazioni audio. Secondo quanto risulterebbe dal testo, verrebbero proibite tutte le immagini non indispensabili per la cronaca, cioè quelle che non concernono lavori parlamentari ma che riprendono i deputati impegnati a giocare con tablet e smartphone, o sonnecchiano sui banchi della Camera.

Come si legge su Il Fatto QuotidianoAffari Italiani, Il TempoTiscali Notizie, Blasting News, Forex InfoLa StampaIl Corriere della Sera, Studio Cataldi, Blitz Quotidiano e molte altre testate giornalistiche e non che riprendono i citati siti: «Comunicazione ufficiale dalla Camera dei deputati: ricorda ai giornalisti che a partire dal 10 ottobre, telecamere e operatori potranno entrare nella tribuna riservata alla stampa solo e soltanto se hanno firmato, e quindi accettato, il nuovo codice di autoregolamentazione. Un testo di autodisciplina (figlio di un tentato bavaglio per legge, a cui erano scampati nel 2011) che è dei giornalisti [...]»  

«Nel nuovo testo di autodisciplina si impone alla stampa di assistere ai lavori "in silenzio" stando fermi nelle postazioni riservate in tribuna, allo scopo di evitare di arrecare disturbo ai deputati impegnati nei lavori dell'Assemblea. [...] Inoltre, il regolamento prevede il divieto dell'utilizzo di tecniche di rielaborazione di riprese "che comportino un danno alla dignità dei deputati e membri del governo presenti in aula e al diritto alla riservatezza". A pagare potrebbero essere blob, fotomontaggi e pure la satira visuale che usa foto e immagini. Nei Palazzi, non si può entrare [...] Sarà poi inoltre vietato l'utilizzo di tecniche di rielaborazione delle riprese [...]»


In realtà, come si legge in un comunicato dell'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati, "non c'è alcuna nuova disciplina in merito all'attività di foto e cineoperatori all'interno dell'aula di Montecitorio". Esistono, invece, delle disposizioni in materia di "condotta per tutti coloro che assistono alle sedute e, fin dal 2011, un codice di autoregolamentazione per fotografi e cineoperatori che è rimasto invariato". Il codice è stato riproposto "ai soggetti interessati in occasione dell'introduzione di una nuova modalità di accredito via internet per l'accesso alle tribune dell'aula". Come si leggeva il 23 novembre 2011 su Prima Online, "dopo le polemiche sulle foto e le riprese dei display dei telefonini e dei bigliettini dei deputati, nasce la figura del fotografo parlamentare".

Il 30 novembre 2011 riportava Stampa Parlamentare che "i fotografi non dovranno più firmare il modulo in cui si impegnavano a non usare strumenti di ripresa senza i quali sarebbe impossibile immortalare così da vicino certi comportamenti di deputati o membri del governo presenti in Aula lesivi della privacy ma si doteranno di un proprio codice di autoregolamentazione e daranno vita entro il 31 dicembre a un'associazione fotografi parlamentari. Sarà quest'ultima, e non il collegio dei questori, a comminare le eventuali sanzioni e a regolare gli accessi al palazzo [...] «Nè fotografi ed operatori potranno utilizzare ''tecniche di rielaborazione di riprese fotografiche e visive che comportino un danno alla dignità di deputati e membri del governo presenti in Aula [...]"».


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