lunedì 23 luglio 2018

Fake news, Report Infosfera: 82% italiani non riconosce bufala web


Per l'87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e l'82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web. Sono i dati allarmanti che emergono dal rapporto "Infosfera" sull'universo mediatico italiano realizzato dal gruppo di ricerca sui mezzi di comunicazione di massa dell'Università Suor Orsola Benincasa guidato da Umberto Costantini, docente di Teoria e tecniche delle analisi di mercato ed Eugenio Iorio, docente di Social media marketing. In aumento ansia, insonnia, dolori di stomaco e mal di testa per le troppe ore in rete

La ricerca completa, giunta alla sua seconda edizione, ed è pubblicata integralmente sul sito web dell'Ateneo napoletano. E' stata realizzata in collaborazione con i ricercatori dell'Associazione Italiana della Comunicazione pubblica e istituzionale, del Centro Studi Democrazie Digitali e della Fondazione Italiani - Organismo di Ricerca coinvolgendo un campione d'indagine superiore ai 1500 cittadini italiani, quindi con un errore statistico minimo che si attesta intorno al 2,5%. I dati mostrano anche l'assoluta dipendenza degli italiani dal web. Il 95% del campione utilizza quotidianamente internet, quasi il 70% lo fa per più di tre ore al giorno e il 32% per più di cinque ore. 

La generazione Z ancora di più. Come riporta l'ANSA, la metà di questi tempi è impiegata sui social network. Una vera e propria overdose da web che comporta stati d'ansia (8,68%), insonnia (16,84%), confusione e frustrazione (6,38%), dolori di stomaco e mal di testa (8,36%) e dimenticanze (9,93%). I social media e i dispositivi digitali incidono anche sulle facoltà mentali dell'individuo, il pensiero profondo, l'attenzione e la memoria. Il 69,34% degli italiani registra e memorizza le informazioni di cui necessita sullo smartphone. Il 79,93% degli italiani ritiene di essere in grado di trovare facilmente le notizie di cui ha bisogno e tende a fare un largo uso di free media piuttosto che di media a pagamento. 


Il 65,46% non riesce a distinguere una fake news. Le percentuali crescono quando si tratta di identificare un sito web di bufale, il 78,75% non è in grado di farlo. L'82,83% non è in grado di identificare la pagina Facebook di un sito di bufale. E il 70,28% non distingue un fake su Twitter. I social network - si legge nel rapporto - sono il terreno di coltura e di diffusione ottimale del virus della disinformazione, con conseguenze che vanno ben al di là del recinto del mondo digitale. Ma per gli utenti questo non sembra costituire un problema. A riprova di ciò, per il 77,30% le fake news non indeboliscono la democrazia. Per l'87,76% l'informazione che circola in rete è professionale, quindi è attendibile.

Il 79,34% degli italiani ritiene che le fake news non rappresentano un fenomeno antecedente rispetto alla nascita dei social media. Per il 37,11% gli apparati dell'informazione tradizionale tendono a manipolare le notizie. Il 79,34% degli italiani ritiene che le fake news non rappresentano un fenomeno antecedente rispetto alla nascita dei social media. Per l'88,95% il sistema d'informazione (mainstream) tradizionale non crea, non veicola e non diffonde fake news come il sistema dei media alternativi e non mainstream. Per l'89,08% le fake news non sono il frutto della propaganda politica. Il 44,54% degli italiani degli italiani ritiene infine che il sistema di informazione è invaso da fake news. 

"I dati di questa ricerca ci dicono che non si sono ancora formati gli anticorpi alle fake news che quotidianamente coinvolgono politica, aziende e persone. Si tratta di un fenomeno preoccupante che non si placa come conferma la ricerca in questione. Oggi vi è un pericolo ancora maggiore che emerge sempre con maggior forza: le fake news concorrono a formare la percezione dell’opinione pubblica. Le fake news plasmano il sentiment presente oggi nella società". Così intervengono i docenti Francesco Pira e Andrea Altinier, autori di "Giornalismi - La difficile convivenza con Fake News e Misiformation" (LibreriaUniversitaria.it) commentando all'AdnKronos il rapporto "Infosfera" sull'universo mediatico italiano.


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