domenica 24 novembre 2019

Bufala, Salvini: utilizzare reddito di cittadinanza per Mose e Venezia


Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 novembre 2019 a Venezia l'acqua alta ha raggiunto i 187 centimetri, avvicinandosi ai livelli di quella più alta mai registrata, i 194 centimetri durante l'alluvione del 1966. La marea si è poi progressivamente abbassata, ma come comunicato dal Centro Previsioni e Segnalazioni Maree della città, il livello dell'acqua in città si manterrà ancora per diverso tempo con valori elevati. E mentre l'acqua alta fa ancora paura a Venezia, si riaccende il dibattito sul Mose, il sistema di paratoie mobili installate sul fondo della laguna e che dovrebbe salvare la città dalle maree.

L'ex ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini avrebbe recentemente dichiarato che il fondo per il reddito di cittadinanza, la misura bandiera del programma politico ed economico di M5S, dovrebbe essere destinato al Mose e alla riparazione dei danni subiti dal capoluogo veneto. Come si legge in un post sulla pagina Facebook di Travaglio fans club: "L'Italia è quel paese in cui ci sono persone che non lavorano e prendono 20.000 euro al mese e vogliono togliere il reddito di cittadinanza a chi non ha un lavoro ed è in miseria. Salvini: VIA IL REDDITO DI CITTADINANZA E UTILIZZARE I SOLDI PER IL MOSE E RISARCIRE VENEZIA".


In realtà il leader del Carroccio ha fatto una dichiarazione di ben altro tenore. Come si legge in un post sulla pagina ufficiale di Salvini su Facebook: "Un patrimonio dell'Umanità che il governo non può ignorare: per i danni provocati dal maltempo a Venezia si utilizzi subito uno dei tre miliardi che il governo vorrebbe regalare a chi paga con bancomat o carta di credito". L'ex ministro dell'Interno ha annunciato, in diretta su Mattino Cinque, un emendamento della Lega per destinare 100 milioni di euro per mettere in funzione il Mose ed esortato il Governo ad assegnare un miliardo previsto nella manovra economica 2020 per sanare le "ferite" di Venezia.

Nella nota di aggiornamento al Def, approvato il 30 settembre scorso dal Consiglio dei ministri, è previsto un super bonus del 19% fino a 2.500 euro per le spese effettuate elettronicamente in specifici settori ritenuti ad elevato rischio di evasione fiscale. Il cosiddetto "Superbonus" dovrebbe essere abbinato al meccanismo del cashback, ovvero quel meccanismo che permette di recuperare parte del denaro. Si stima che il superbonus raggiungerà un valore di 3 miliardi di euro. Inoltre, dal prossimo anno i contribuenti che pagheranno con moneta elettronica potranno partecipare alla lotteria degli scontrini fiscali con premi fino a 1 milione di euro.


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